Investimenti green: quali scegliere nel 2025

Gli investimenti green, nel 2025 più che mai, rappresentano una opportunità per i privati e il loro capitale di rischio e, allo stesso tempo, sono uno strumento di valorizzazione e salvaguardia del nostro ambiente.

 

Transizione energetica ed economia circolare, due strade obbligate

L’impatto ambientale determinato dalla gestione poco accorta delle risorse della Terra si è giustamente imposto come tema in diversi settori: il produttivo e il finanziario soprattutto. E per fermare il cambiamento climatico si sta ricorrendo a scelte eticamente sostenibili, a fonti di energie rinnovabili.

Per questa ragione l’Europa ha istituito il Green Deal europeo, per il quale la Commissione Europea ha preso l’impegno di stanziare ben 1000 miliardi di euro, nei prossimi 10 anni, per investimenti sostenibili. Per raggiungere questo obiettivo la Commissione Europea ha istituito l’EGDIP, il piano di investimenti del Green Deal Europeo.
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Investire nel green nel 2025, cosa significa?

È in un simile contesto che va collocata la possibilità, anche da parte dei privati e non solo dei fondi, di investire nel green. Risultano infatti essere in forte crescita gli investimenti ESG. L’espressione è stata coniata nel 2005, durante la conferenza Who Cares Wins tenuta a Zurigo.

L’acronimo ESG sta per Enviromental, Social e Governance, e indica l’insieme delle attività di una azienda che devono tenere conto di:

  • ambito e impatto ambientale nelle scelte
  • aspetto sociale nelle proprie strategie
  • una gestione aziendale ispirata a princìpi etici e buone pratiche.

I fondi comuni di investimento che integrano criteri ESG nei loro processi decisionali, per entrare nel merito, sono sempre più diffusi. Si tratta di fondi che selezionano aziende dal comprovato impegno verso la sostenibilità ambientale, la responsabilità sociale e una governance trasparente.

Un esempio in questo senso è dato dal fondo Carmignac Long-Short European Equities. Questo fondo ha ottenuto riconoscimenti per le sue strategie sostenibili, vincendo il premio Best ESG Alternatives Fund agli “ESG Champions 2024” di MainStreet Partners.

 

Investimenti SRI

È tuttavia possibile fare riferimento ad un secondo acronimo: SRI, Sustainable and Responsible Investment, traducibile in italiano con l’espressione: investimenti sostenibili e responsabili. In questo secondo caso, non molto diversamente dagli investimenti ESG, si mira a creare certamente valore per gli investitori e per le società, e lo si fa attraverso:

  • una strategia di investimento a medio lungo termine
  • una analisi di tipo ambientale, finanziario, sociale e di buona governance nel valutare le imprese in cui investire.

Gli investimenti SRI possono quindi essere attuati tenendo conto di diversi approcci strategici. In Italia vengono solitamente applicate 6 strategie:

  • esclusioni di investimenti in settori quali armi, test su animali e tabacco
  • convenzioni internazionali delle quali si chiede il rispetto. Convenzioni di agenzie ONU quali UNICEF oppure UNHCR
  • best in class, approccio secondo cui i diversi emittenti in portafoglio (ovvero le realtà che emettono obbligazioni ricevendo capitale) sono scelti con criteri legati appunto all’ambiente, al sociale e alla governance
  • investimenti tematici, così da investire concentrandosi su uno o su più temi. Quali ad esempio le fonti rinnovabili
  • engagement, ovvero l’attività di dialogo tra investitori e impresa finanziata in merito alle problematiche legate alla sostenibilità, senza dimenticare la possibilità di esercitare il proprio diritto di voto in sede amministrativa
  • impact investing investimenti che hanno come scopo la creazione di un impatto sociale e ambientale positivo. Un impatto che sia inoltre misurabile e generi ROI (ritorno di investimento).

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Esempi di investimenti in green economy

Sono diverse le possibilità di investimento che la green economy offre a chi vuole impegnare del capitale di rischio.

Si possono indicare i green bonds, o obbligazioni verdi. Si tratta di strumenti finanziari che, a partire dal 2007, presentano una forte crescita. Nella pratica sono obbligazioni a tutti gli effetti (titoli di credito emessi a fronte del versamento di un capitale) e la loro emissione riguarda progetti ad impatto ambientale positivo:

  • progetti per l’efficienza energetica
  • produzione energetica da fonti rinnovabili
  • uso sostenibile dei terreni
  • trattamento dei rifiuti e dell’acqua
  • prevenzione e controllo dell’inquinamento
  • edilizia eco-compatibile.

Inizialmente, i green bonds erano emessi da istituzioni finanziarie sovranazionali (Banca Europea per gli Investimenti, Banca Mondiale). Ora possono essere emessi anche da aziende, agenzie statali e municipalità.

Nel 2019 è stato poi lanciato per la prima volta nel mercato il primo ETF relativo all’economia circolare da parte del BNP Paribas Asset Management (il marchio del Gruppo BNP Paribas per i servizi di gestione patrimoniale).

Gli ETF sono specifici fondi di investimento caratterizzati da gestione passiva. Il proprio investimento viene messo insieme agli investimenti di altri privati e il gestore del fondo si occuperà di operare gli investimenti.

 

Titoli green nel 2025, alcuni esempi

Ci sono diverse modalità di investimento in ambito green da tenere d’occhio nel 2025.

Tipo di investimento Descrizione
Sustainability-Linked Bond (SLB) Questi titoli legano il pagamento degli interessi o il rimborso del capitale a obiettivi di sostenibilità specifici dell’azienda emittente. Rimarranno una nicchia nel mercato, ma potrebbero guadagnare popolarità grazie alla crescente attenzione verso gli obiettivi ESG. Incentrano le aziende a migliorare le loro prestazioni ambientali e sociali.
Transition Bond Sono emessi da aziende che operano in settori ad alto impatto ambientale e che stanno intraprendendo un percorso di transizione verso modelli più sostenibili. Anche questi rimarranno una nicchia, ma potrebbero crescere grazie alla necessità di finanziare la transizione energetica. Supportano aziende che si impegnano a ridurre il loro impatto ambientale.
Credit Impact Questo tipo di investimento si concentra su obbligazioni che generano impatti ambientali e sociali positivi, oltre a offrire un ritorno finanziario. Saranno sempre più popolari tra gli investitori che cercano di bilanciare rendimenti finanziari con impatti positivi sulla società e sull’ambiente. Offrono un ritorno finanziario mentre contribuiscono a progetti sostenibili.
BTP Green Sono titoli di Stato italiani dedicati al finanziamento di progetti sostenibili. Rappresentano un’opzione sicura per investire in progetti ambientali supportati dal governo italiano. Offrono stabilità e contribuiscono a obiettivi di sostenibilità nazionali.

 

Investire in bioedilizia nel 2025

La bioedilizia offre diverse opportunità per gli investitori green, grazie a politiche di sostegno, finanziamenti dedicati e una crescente domanda di soluzioni abitative sostenibili.

In Italia, il Piano d’Azione per la Bioeconomia 2025-2027 promuove la riconversione delle tradizionali raffinerie in bioraffinerie, sostenendo progetti che integrano la bioedilizia con l’economia circolare. Questo piano offre opportunità di investimento in iniziative che combinano sostenibilità ambientale e innovazione tecnologica.

A livello europeo, quindi più ampio, il programma Circular Bio-Based Europe Joint Undertaking (CBE JU) ha stanziato 165 milioni di euro nel 2025 per progetti nell’industria bio-based circolare. Questi fondi sono destinati a sostenere iniziative che promuovono l’uso di materiali rinnovabili e pratiche costruttive sostenibili, elementi fondamentali della bioedilizia. ​

Investire in aziende specializzate nella produzione di materiali da costruzione eco-sostenibili, come isolanti naturali o legno certificato, rappresenta una scelta strategica. Inoltre, il settore della bioedilizia beneficia di incentivi fiscali, come il Superbonus 110% in Italia, che supportano interventi di riqualificazione energetica e sismica degli edifici, rendendo gli investimenti ancora più attraenti.

 

Crowdfunding per gli investimenti legati alla green economy

L’economia verde ha nel crowdfunding una possibilità di attrarre capitale, e di ritorno di investimento, che non devono essere assolutamente trascurati.

Per mezzo dell’Equity Crowdfunding gli investitori possono partecipare con il proprio capitale a campagne di finanziamento, per poi partecipare alle scelte strategiche di startup innovative, o PMI, del settore green. È proprio per scelte di investimento come queste che ha senso parlare di green crowdfunding.

Le campagne di green crowdfunding, attraverso le quali possono essere realizzati modelli di investimento partecipativi, arrivano ad abbracciare:

  • l’efficientamento energetico, svolto attraverso la riqualificazione energetica di centri commerciali
  • la realizzazione di comunità energetiche attraverso l’implementazione di impianti fotovoltaici dedicati, al fine di suscitare benefici ambientali, sociali ed economici
  • la produzione di prodotti per la pulizia e la detergenza 100% biodegradabili

Questi sono solo tre esempi, che restituiscono l’importanza di coniugare investimenti partecipati, e dal basso, con una imprenditorialità sempre più marcata da innovazione e sostenibilità.
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